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Venerdì 20 marzo 2020 ore 21.00 “LA MALA” monologo di Annalisa Falchè

Venerdì 20 marzo 2020 ore 21.00 “LA MALA” monologo di Annalisa Falchè

La Mala è la storia di una donna che tenta, rispecchiandosi nello sguardo del pubblico, di comprendere e ricomporre i pezzi della propria umanità. Lo fa attraverso il linguaggio che passa dal dialetto al grammelot per diventare poi un linguaggio più strutturato e “adulto”. Rompe la barriera della quarta parete per portare gli spettatori all’interno del suo dramma.

Il sottotitolo ‘ O Mae’, in spezzino “mae” significa “mare”, ma anche “male” e “madre”, deriva proprio da questa stessa radice che unisce tre significati con cui la protagonista ha un rapporto profondo: mare, male e madre. Il mare e l’acqua sono l’elemento e il suo luogo di origine. Il male è l’oscurità e il dramma che si porta dentro. La madre è la maternità o nascita di se stessa negata. La protagonista s’interroga, attraverso lo sguardo dello spettatore, sull’eterno paradigma della vita: il rapporto con le proprie scelte, con l’amore, con la morte e con la creatività. Quante volte siamo gli assassini delle nostre speranze e dei nostri desideri? Quante volte soffochiamo i nostri lati oscuri incapaci di accettarli? “Chi guarda” si ritrova nell’epicentro di una storia, la propria, di un vortice di violenza e amore trovando l’opportunità di afferrare il movimento e la ciclicità della vita, che nel quotidiano, spesso, ci sfugge. Tutti, presto o tardi, abbiamo avuto la sensazione che qualcosa ci chiamasse a percorrere una certa strada. La Mala cerca quella strada, quella vocazione: ognuno di noi, nascendo, ha un’unicità che chiede di essere vissuta, ma che dimentichiamo e uccidiamo pensando di nascere “vuoti” e pronti per essere riempiti di pensieri altrui.

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